Il restauro del Museo di Anatomia Umana

La condivisione di intenti tra Università, Enti territoriali e Soprintendenze del Piemonte e la loro costante collaborazione hanno assicurato al progetto di restauro del Museo di Anatomia Umana e di altri ambienti del palazzo una rigorosa impostazione metodologica. Trentacinque restauratori e tecnici si sono impegnati, tra il 2003 e il 2006, nel recupero della situazione originaria degli ambienti e delle collezioni di questo museo, rimasto quasi immutato per più di un secolo.

Il restauro conservativo ha interessato gli intonaci e gli stucchi, con il recupero della tinteggiatura originaria, le colonne di granito bianco, i pavimenti in “seminato” veneziano, le lunette in cui undici olii su tela raffigurano scienziati del passato, le vetrine espositive e gli infissi con i loro vetri “tirati” che contribuiscono a evocare l’atmosfera ottocentesca.

Il nuovo progetto illuminotecnico è stato studiato per mettere in evidenza l’architettura solenne delle due sale. Sono stati restaurati gli oggetti delle collezioni principali, fra cui quella di modelli in cera, che con oltre duecento pezzi è una delle più importanti esistenti. È stato anche schedato e riordinato l’archivio storico, consentendo il recupero di informazioni fondamentali per ricostruire la storia degli oggetti esposti e quella dei personaggi che hanno lavorato nel museo. Queste operazioni di restauro ci hanno riconsegnato un museo che va visitato come uno dei pochi esempi di museologia scientifica ottocentesca rimasta quasi inalterata.


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